Stiamo vivendo un periodo unico di cambiamenti epocali, segnato da una pandemia globale ma anche da una svolta a livello della mobilità urbana e extra-urbana, dettata dalla necessità di ridurre consumi ed emissioni.

 

A testimoniare che la svolta è irreversibile la scorsa settimana l’Unione Petrolifera, associazione che raccoglie le maggiori compagnie petrolifere del paese, ha deciso di cambiare nome in Unione Energie per la Mobilità UNEM e ponendosi nuovi obiettivi, iniziando ad includere come associati realtà industriali attive nella ricerca e sviluppo dei low carbon fuels, nonché alla loro produzione, stoccaggio e distribuzione.

 

Il futuro prevede lo sviluppo non solo di veicoli elettrici, ma la valutazione dell’impatto che l’elettricità prodotta ha sull’ambiente, prediligendo soluzioni che partano da fonti rinnovabili. Diventeranno sempre più importanti le valutazioni anche delle reali emissioni di CO2 su cui si baseranno le scelte per i veicoli circolanti.

 

Sono molte le tecnologie in fase avanzata di studio dallo stoccaggio ed uso della CO2, alla produzione di H2 come carburante per i veicoli del futuro insieme ad altri di origine sintetica.

Il tutto sostenuto da una digitalizzazione accelerata di tutta la filiera, per combattere l’illegalità che mina alla base il nostro settore; digitalizzazione che, insieme al processo di decarbonizzazione, è peraltro uno degli obiettivi principali del Recovery Plan.

 

L’officina del futuro deve rimanere al passo con questi cambiamenti, se volete saperne di più contattateci, ma di sicuro chi si distingue fa parte delle officine digitali della squadra OIL2B.